Palazzo Picedi Benettini

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Residenza aristocratica che combina storia, arte e tradizione familiare.

Attribuzione: Maestranze Locali.
Localizzazione: Sarzana (SP), Liguria, Italia.
Indirizzo: via Mazzini, 35 e 37, Sarzana (Sp)
Costruzione: XVIII/XIX circa.

Palazzo Picedi Benettini si affaccia sulla principale via Mazzini e fu costruito probabilmente intorno al XVIII/XIX secolo d.C., anche se la data e l'autore non sono certi. Sorge su fondazioni medievali di cui non rimane più traccia e fu edificato su commissione dalla famiglia Picedi. In perfetto stato di conservazione, non ha subito nel corso degli anni alcuna modifica ma solo piccole restaurazioni.

La famiglia Picedi era entrata in possesso di questo palazzo nel Settecento. I due fratelli, infatti, decisero si dividersi la struttura. Nicolò, sposato con una Groppallo, fratello primogenito occupava il piano nobile mentre Carlo Picedi abitava il piano più alto.

La costruzione si sviluppa su tre piani, secondo il classico schema settecentesco e presenta grandi finestre.
Dall'esterno si osserva il piano terra che presenta un prospetto caratterizzato da regolari conci in pietra con tre portali: due chiusi ad arco a tutto sesto e uno architravato all'antica, in marmo, e sormontato da uno stemma nobiliare della famiglia Groppallo. I quattro grandi finestroni del piano terra sono protetti da inferriate in ferro battuto contemporanee all'edificio, di fattura molto pregevole. Con struttura geometrica a scansione ortogonale e con la sommità decorata da motivi floreali.

Il piano nobile è scandito da sette ampie finestre architravate sormontate da timpani tipicamente cinquecenteschi che si alternano tra di loro con forme a triangolo e ad arco. Ogni finestra presenta poi una balconata decorativa.

Il piano nobile è scandito da sette ampie finestre architravate sormontate da timpani tipicamente cinquecenteschi che si alternano tra di loro con forme a triangolo e ad arco. Ogni finestra presenta poi una balconata decorativa.

Il terzo ed ultimo piano si differenzia da quello nobile solo nella decorazione della sommità delle finestre che risultano semplicemente architravate in linea con le lesene laterali. Gli ultimi due piani hanno un colore più chiaro e liscio e tra le finestre di questi ultimi, inoltre, si notano candelabri aggettanti in ferro battuto con decorazioni a motivi floreali.

Di particolare interesse è l'atrio. Dopo l'accesso tramite il portale marmoreo già citato e ornato dallo stemma, ci sono alcuni busti di imperatori romani (si riconoscono Nerone e Servio Galba). Posta in una nicchia è visibile una statua marmorea raffigurante una Virtù, la Mansuetudine, dei secoli XVI-XVII di autore ignoto ma numerosi caratteri fanno pensare a Giovanni Caccini, scultore e architetto italiano.

Sul fondo, una cancellata in ferro battuto separa il cortile a pianta quadrata, che risulta essere decentrato rispetto all'ingresso. Qui, due curiosi mascheroni lapidei, addossati agli angoli, raccolgono l'acqua piovana in apposite pile marmoree. Poco lontano un pozzo a pianta poligonale ed alcuni frammenti con iscrizioni latine di probabile provenienza lunense.

Dall'ampia scala monumentale si accede ai piani superiori dove sono conservati numerosi e pregevoli dipinti e sculture di proprietà delle famiglie Picedi-Benettini e Gropallo. La gradinata è realizzata con pietra ligure, la Lavagna, e marmo bianco, tipico accostamento genovese molto apprezzato nel Seicento. Al termine sono poi presenti tre busti di minore importanza.

All'interno, l'appartamento situato all'ultimo piano, presenta un esempio di ambiente tipicamente neoclassico, con mobili che richiamano modelli parigini ma che sono in realtà provenienti dall'aria italiana e più precisamente da quella ligure e toscana. Il primo ambiente che si incontra è l'ingresso, caratterizzato da un pavimento in marmo bianco e lavagna.
Segue il salotto che presenta due angoli di conversazione. Uno definito da un camino in marmo intagliato (1830 circa) il quale è sormontato da un dipinto neo quattrocentesco e poltrone di gusto Restaurazione genovese. L'altro da mobili in stile Biedermeier, con tavolino alto e stretto centrale in stile Tardo Impero. La decorazione risale alla metà dell'Ottocento circa ed è notevole la presenza del soffitto affrescato con la tecnica a Trompe l'oeil. Interessante è anche la statua di moro realizzata in legno.
Un altro ambiente è il Salotto di gusto Luigi Filippo con decorazione parietale a stampino cioè dipinta utilizzando delle formine ritagliate (una maniera abbastanza economica ma dai risultati molto lussuosi) e due consolle di modello settecentesco anche se sembrano essere realizzate nell'Ottocento.
La Sala da pranzo di gusto Restaurazione, con moquette a taglio risalente al secondo quarto dell'Ottocento, si contraddistingue dall'interessante tavolo ovale sostenuto da due lire, eseguito in Liguria ma di derivazione toscana. Anche qui è presente un angolo di conversazione con consolle e un camino.
L'ultima stanza è un piccolino salottino di conversazione.

Palazzo Picedi-Benettini ha ospitato illustri personaggi come Maria Luigia duchessa di Parma (moglie di Napoleone Bonaparte), in visita in Lunigiana in occasione del completamento di un tratto della strada della Cisa. Si ricorda poi Papa Pio VII che il primo aprile 1815 venne ospitato nel palazzo e concesse alla cappella interna al piano nobile il titolo di cappella gentilizia.

Oggetto: cancello.
Attribuzione: Maestranze Locali, artigiano anonimo.
Datazione: circa XVIII secolo d.C.
Materiale: ferro battuto.

Oltre alle inferriate esterne, interessante è porre l'attenzione alla cancellata presente all'interno del palazzo a piano terra di importante pregio artistico. Il cancello si ispira ai modelli tipici dell'art Nouveau. La parte superiore riporta linee curve, dolci e sinuose dall'andamento ondulato e motivi floreali caratteristici dello stile che si ispira fortemente alla natura. Sono anche presenti due sagome di leoni. Sin dal 700 a Sarzana si è sviluppata la lavorazione artigianale del ferro battuto che si è specializzata nelle cancellate e nelle inferriate di cui sono ricchi i principali palazzi sarzanesi. Nel palazzo si osserva la grande eleganza delle inferriate esterne, della cancellata interna e dei portatorcia situati in facciata esternamente. Questa tradizione sopravvive ancora oggi e alcuni fabbri ferrai modellano nelle loro officine molti oggetti.

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