Palazzo Vescovile

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La storica dimora dei vescovi di Sarzana, simbolo di potere ecclesiastico.

Attribuzione: maestranze comunali.
Localizzazione: Sarzana (SP), Liguria, Italia.
Indirizzo: Via Mazzini 78, Sarzana (Sp)
Costruzione: XV-XVII secolo d.C.

Palazzo Vescovile, situato sulla strada principale di Sarzana, Via Mazzini, fu costruito dopo il 1465 per volontà del vescovo Antonio Maria Parentucelli, nipote del papa sarzanese Niccolò V Parentucelli. Il lungo passaggio dell'eredità, da Luni a Sarzana, per la sede vescovile iniziò nel 1204 e si concluse proprio nel 1465 data importante dal momento che Sarzana non solo acquisì il titolo di città, ma soprattutto in quanto la diocesi mutò nome, da Luni a Luni — Sarzana.

I vescovi, che sino ad allora preferivano risiedere nei castelli della vallata o nel borgo di Pontremoli, furono obbligati dalla bolla di papa Paolo Il a risiedere nella città vescovile, stabilendo inoltre che Antonio Maria Parentucelli, l'allora vescovo di Luni, dovesse lasciare l'antica città ormai in decadenza, per porre la sua stabile dimora a Sarzana.

Il cantiere del palazzo vescovile si andò quindi ad aggiungere ai tanti altri che si avviavano in quel periodo in cui la società sarzanese bramava di apparire degna del nuovo rango.

L'edificio fu completato nel luglio del 1476 come si legge nell'iscrizione marmorea situata sopra l'arco d'ingresso, quest'ultimo ampliamente rimaneggiato in epoche successive. L'iscrizione, poco curata e scarsamente leggibile, presenta eleganti forme settecentesche oltre allo stemma della diocesi rappresentato da una mezza luna. in ricordo di Luni e una stella a otto punte che rappresenta Sarzana, accanto è poi posto il bastone episcopale.

Il portale settecentesco introduce ad un'unica scalinata che dopo il primo tratto, si biforca: sul lato destro si arriva all'entrata principale del palazzo, dove aveva la residenza il vescovo (questo rimase come tale sino al 1926 con la morte dell'ultimo vescovo Bernardo Pizzorno), dal lato opposto si arriva verso il più modesto edificio della cancelleria e degli uffici della curia (oggi della Caritas).

Ampliato in epoche successive presenta ancora oggi interni affrescati ed arredati, come la cappella e il vasto salone al primo piano nel quale sono rafigurati tutti i vescovi di Luni e i prelati diocesani. Sono infatti affrescati i ritratti di papa Niccolò V e il cardinale Filippo Calandrini.

Il palazzo, di proprietà privata, ha ospitato personaggi come l'imperatore Ottone, Napoleone, San Francesco a cui è stato dedicato il convento e lo stesso Dante.

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